Qualche giorno fa riflettevamo sull’importanza della creatività e della comunicazione nella definizione dell’art direction di un Magazine. A quanti di noi è successo di avere in casa delle riviste che, pur sfongliandole, non verranno mai lette? Credo a quasi tutti. Ci siamo quindi soffermati ad analizzare come in molte riviste l’elemento contenutistico scritta si ponga, con una certa frequenza, come un puro elemento grafico, decorativo, all’interno di una gabbia grafica molto rigida e rigorosa.


Se paragonassimo, il Magazine Design alla pubblicità, probabilmente un direttore creativo non permetterebbe un uso così “secondario” del testo. Fondamentalmente un’impostazione molto minimal, per riviste quasi esclusivamente da sfogliare.
Esistono invece altri approcci, più nuovi e molto più interessanti, nei quali l’elemento testuale viene integrato nell’impaginazione, diventando un elemento creativo, attenzionale, e non più soltanto decorativo. In questo modo le parole restano. Si fissano nella menta del lettore, all’interno di una struttura che stravolge la tradizionale “gabbia svizzera” e nella quale nessun numero è uguale al precedente, diventando una meravigliosa scatola che va a mettere in risalto il contenuto. Due ottimi esempi sono l’italianissimo Velvet e, l’ormai imprescindibile, Wallpaper*. Nel primo, il layout grafico rappresenta l’innovativo approccio editoriale di Michela Gattermayer diventandone una natuale prosecuzione visuale.

Nel secondo si sono spinti oltre. Infatti la grafica non è più solamente estetica ma coinvolge anche la ricerca dei materiali e delle tecnologie di stampa per le cover, trasformando la sfoliazione in un esperienza sensoriale.
